Category

Harraga

RAGAZZI HARRAGA: un viaggio che continua

| Harraga

Il progetto RAGAZZI HARRAGA è giunto alla conclusione delle sue attività, ma la sua energia continua a viaggiare nelle azioni quotidiane di condivisione e di inclusione: ha già avuto avvio SAAMA, il nuovo progetto che sostiene ragazzi e ragazze arrivati in Italia da minori migranti soli nel loro percorso verso l’autonomia.

Continueremo a “riconoscerci negli sguardi”, così come molti ragazzi e ragazze ci hanno detto, perché in questi anni abbiamo realizzato azioni condivise da tantissime persone che sono andate ben oltre gli obiettivi di progetto.

Grazie alla partecipazione di chi è stato in grado di superare molte difficoltà e mettersi in discussione, e grazie ad una rete di attori sociali solidale e coraggiosa, abbiamo costruito insieme una forte resistenza alle retoriche e alle politiche di paura e divisione, di razzismo e di esclusione che purtroppo stanno attraversando il nostro Paese.

Abbiamo provato a trovare soluzioni ai bisogni che sono emersi a causa dell’attacco ai diritti cui abbiamo assistito negli ultimi tempi, con l’emanazione di leggi che hanno portato tanti ragazzi a perdere i documenti e a restare senza accoglienza anche dopo anni in cui avevano studiato, lavorato, costruito percorsi solidi per progettare un futuro possibile. Li abbiamo sostenuti con i percorsi di inserimento lavorativo coordinati da SEND, con l’inserimento abitativo a CASA SANTA CHIARA, con la sistemazione condivisa delle informazioni che li riguardavano al fine di coordinare meglio gli interventi in loro supporto grazie alla cartella sociale sviluppata dal Comune Di Palermo, dalla Cooperativa Libera…Mente; dal CESIE e da CIAI, capofila dell’intero progetto.

Durante questi 30 mesi abbiamo incontrato molti giovani, provenienti da diverse parti del mondo, e insieme a loro abbiamo portato avanti diversi percorsi che hanno permesso lo scambio di conoscenze e di opinioni e la crescita personale di tutti, all’interno di una relazione circolare e reciproca tra partecipanti, volontari, esperti e facilitatoti.

I percorsi laboratoriali, organizzati dal CESIE e portati avanti con il contributo di Libera Palermo e Nottedoro, si sono distinti nei laboratori di diritti e convivenza, di ballo e interculturale, video ed espressivo; ognuno dei quali ha contribuito in modo significativo e specifico alla crescita di tutte le persone che vi hanno preso parte. Attraverso i laboratori realizzati, i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi su molti aspetti della realtà e su un consistente lavoro di gruppo che, grazie alla co-redazione di un portfolio delle competenze, ha permesso loro di avere un riconoscimento scritto delle loro straordinarie competenze e risorse e del prezioso percorso intrapreso in Italia.

Nonostante ogni percorso abbia avuto una sua peculiarità in relazione alla metodologia adoperata e dal tema affrontato, tutti i laboratori hanno attivato nei giovani partecipanti una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, del proprio corpo, dei limiti e delle risorse propri nel contesto e di loro stessi. È stato un lavoro di confronto costante sulle differenze religiose, culturali, dei vissuti, – per scoprire spesso che le somiglianze sono molte di più di quanto non si immagini-, e sulla necessità di costruire insieme una nuova società, valorizzando ciascuno il proprio saper fare per orientarsi meglio nelle sfide quotidiane che ognuno di loro sta già affrontando.

Le relazioni che abbiamo intessuto in questi anni sono state magiche e continuano a brillare nello scambio di sguardi di chi incontriamo per caso; le energie che hanno circolato nei nostri incontri sono state sorprendenti e continuano a farsi spazio negli incontri extra-progetto, quelli che provengono dal puro desiderio di stare insieme; la fiducia che si sente quando viene pronunciata la parola Harraga, si riflette in quel sentimento di sicurezza e di orgoglio quando i ragazzi e le ragazze dicono: “io sono Harraga”!

Ragazzi Harraga è giunto quindi alla sua conclusione, ma questa comunità senza confini rimane dentro ogni persona che ne ha preso parte e questa fine è già un nuovo inizio.

Le nostre attività continueranno a essere supportate grazie al progetto SAAMA che, nel suo significato letterale del “Domani”, già oggi ci sta dando la possibilità di continuare a costruire insieme. Sono infatti già avviati i percorsi formativi per gli operatori dell’accoglienza a Palermo e Marsala e a breve avranno inizio tante altre attività che coinvolgeranno anche ragazzi e ragazze provenienti da diverse parti del mondo e che vedranno e rivedranno collaborare una rete di realtà che si spende per l’inclusione sociale su tutti i livelli.

A proposito di RAGAZZI HARRAGA

RAGAZZI HARRAGA – Processi di inclusione sociale per minori migranti non accompagnati nella città di Palermo è stato finanziato tramite il Bando Never Aloneper un domani possibile. Accoglienza e accompagnamento dei minori e giovani stranieri non accompagnati che arrivano in Italia soli[bando promosso da Fondazione CariploCompagnia di San PaoloFondazione con il SudEnel CuoreFondazione CRTFondazione Cassa di Risparmio di CuneoFondazione Cassa di Risparmio di Padova e RovigoFondazione Monte dei Paschi di Siena] e sostenuto da Posteinsieme OnlusSodalitas Social Innovation e Altran.

La rete di partenariato, che porta avanti tutte le attività del progetto, è costituita da:

Per informazioni sul progetto Ragazzi Harraga, contatta Alessandra Sciurbaalessandra.sciurba@ciai.it – tel. 0917846554.

Per informazioni sui laboratori, contatta Roberta Lo Bianco, roberta.lobianco@cesie.org.

Ragazzi Harraga: 17 luglio conferenza di presentazione della cartella sociale

| Harraga

Ancora prima che venisse approvata la Legge 47/2017, “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, il CIAI insieme alle organizzazioni del partenariato del Progetto Harraga, si è interrogato sulla necessità di un’azione combinata per migliorare il dialogo tra le istituzioni, gli enti, le associazioni e i tutori e le tutrici che insieme collaborano da anni alla costruzione di processi di inclusione per minori migranti non accompagnati nella città di Palermo.

Tale azione si è concretizzata nell’elaborazione, insieme al Comune di Palermo che l’ha accolta nel proprio sistema informatico, della prima cartella sociale del territorio italiano, costruita per mettere in connessione tutti gli interventi portati avanti per ogni singolo minore, i suoi percorsi di apprendimento formale e non formale, le procedure amministrative e tutte le informazioni rilevanti, connettendole con i desideri e i progetti di ciascuno di questi giovanissimi.

L’obiettivo principale dello strumento è quello di evitare la frammentazione delle azioni e delle informazioni, rafforzando il coordinamento di tutti gli attori coinvolti, e rispettando sempre la privacy dei minori grazie a livelli di accesso differenziati alle diverse sezioni della cartella sociale.

Le singole voci della cartella e la visione complessiva che ne ha informato i contenuti sono il prodotto di percorsi di condivisione e confronto tra tutti i soggetti chiamati oggi a compilarla, e di una validazione da parte dei minori stessi, principali protagonisti di tutto il Progetto Harraga.

La versione finale della Cartella Sociale Harraga, insieme a un primo bilancio sul suo funzionamento e sugli elementi che emergono dai dati raccolti, saranno presentati nel corso della Conferenza Minori migranti soli: storie, problematiche ed evoluzione della loro condizione attraverso i percorsi della Cartella Sociale Harraga, che si terrà il 17 luglio 2019, a partire dalle 9.00 presso l’Aula consiliare del Comune di Palermo.

Questa iniziativa sarà anche un’occasione di confronto più generale sullo stato del sistema di accoglienza in Italia, a fronte dei recenti cambiamenti politico-normativi, e di elaborazione condivisa di proposte per il futuro.

17 Luglio 2019 – Palazzo delle Aquile, Sala consiliare, Palermo
Minori migranti soli: storie, problematiche ed evoluzione della loro condizione attraverso i percorsi della Cartella Sociale Harraga
Una giornata di restituzione, riflessioni, approfondimenti, testimonianza

 

Modera: Nello Scavo – Giornalista, reporter internazionale e scrittore

Programma:

9.00 – Saluti istituzionali e narrazione dell’impegno di un’amministrazione locale controtendenza

Leoluca Orlando – Sindaco di Palermo
Giuseppe Mattina – Assessore alle Politiche sociali

9.30 – Presentazione del video Noi Harraga, di Martino Lo Cascio e Antonio Macaluso – Associazione Nottedoro

10.00 – Il modello Palermo: risultati raggiunti e nuove sfide

Francesco Micela – Presidente del Tribunale per i minorenni di Palermo
Lino D’Andrea – Garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza

Testimonianze di minori arrivati in Italia da soli:

Mamadou Oury Diallo
Moussa Sangarè
Ibrahim Ba

11.00 – Coffee break

11.15 – Esperienze territoriali a confronto

Paola Crestani – Presidente CIAI
Clara Ruggieri – Comune di Marsala, Assessore alle politiche sociali
Barbara Lucchesi – Comune di Milano, Assessorato alle politiche sociali
Francesca Bottalico – Comune di Bari, Assessorato alle politiche sociali

12.00 – La cartella sociale Harraga: il percorso di costruzione e i dati raccolti

Rossana Messina – Comune di Palermo
Alessandra Sciurba – CIAI, Coordinatrice del progetto Ragazzi Harraga
Angela Maiorana – Cooperativa Libera…mente
Alberto Provenzano – CESIE

13.00 – Pranzo

14.00 – Gli attori sociali coinvolti nei percorsi di inclusione

Mari D’Agostino – ITASTRA, Università di Palermo
Anna Ponente -Centro diaconale La Noce, Casa dei Mirti
Maria Romano e Alice Argento – CLEDU
Loriana Cavaleri – SEND
Roberta Lo Bianco – CESIE e tutrice
Emma Perricone – ASP Palermo
Franco Borino e Giorgia Listì – CPIA 1 Palermo
Giuseppe Cimo – Comunità Arcobaleno

15.30 – Riflessioni conclusive e progettualità futura

16.00 – Chiusura dei lavori

A proposito di Ragazzi Harraga

Ragazzi Harraga è stato finanziato tramite il Bando Never Aloneper un domani possibile. Accoglienza e accompagnamento dei minori e giovani stranieri non accompagnati che arrivano in Italia soli [bando promosso da Fondazione CariploCompagnia di San PaoloFondazione con il SudEnel CuoreFondazione CRTFondazione Cassa di Risparmio di CuneoFondazione Cassa di Risparmio di Padova e RovigoFondazione Monte dei Paschi di Siena] e sostenuto da Posteinsieme OnlusSodalitas Social Innovation e Altran.  Il progetto è nato per rafforzare il sistema di accoglienza dei minori migranti non accompagnati, valorizzando le loro risorse e consolidando modelli operativi a tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi nel territorio italiano.

La rete di partenariato, che porta avanti tutte le attività del progetto, è costituita da:

Per informazioni sul progetto Ragazzi Harraga, contatta Alessandra Sciurba, alessandra.sciurba@ciai.it | tel. 0917846554.

Il percorso di Ragazzi Harraga: una storia di speranza

| Harraga

Con una bellissima festa ai Cantieri Culturali alla Zisa, il 13 giugno scorso, si sono conclusi i percorsi laboratoriali del progetto Ragazzi Harraga.

Dopo due anni di progetto, 3 cicli di laboratori, circa 240 ragazzi e ragazze coinvolti, innumerevoli momenti di condivisione, scambi di emozioni, scoperte di competenze e talenti, la festa è stata ancora una volta celebrazione di una comunità che come identità ha il non avere confini e paura.

 Video, Ballo, Intercultura, Diritti e Teatro si sono fatti strumenti per fare emergere risorse interiori sconosciute agli stessi partecipanti e per permettere loro di sperimentare in un contesto protetto l’incontro con chi solitamente è definito “altro”, straniero o autoctono che sia, scoprendo che le differenze sono sempre relative, e uniscono molto più che dividere. Insieme, per capire come poter stare bene e prendere consapevolezza della responsabilità che abbiamo tutti e tutte nel dare forma alla società in cui vogliamo vivere.

Scoprire la bellezza della nostra città e il coraggio delle associazioni che lottano per i diritti delle persone; recarsi in chiesa e in moschea e avere il coraggio di fare quelle domande le cui risposte sono pezzetti di sapere e conoscenza come anticorpi agli stereotipi e alle generalizzazioni; scoprire gli innumerevoli ritmi del proprio corpo e come questi si possano fondere per aumentare le nostre potenzialità; usare il video per avere uno sguardo più attento sul mondo ed infine trovarsi a mettere in scena storie e personaggi che in fondo appartengono a ognuno di noi, anche se non li avevamo ancora riconosciuti come nostri.

Questi sono stati solo alcuni degli “insight” che Ragazzi Harraga ha attivato.

Anche questa volta la nostra festa ha ospitato altri progetti che con Harraga condividono gli stessi obiettivi di inclusione. Ai cantieri culturali alla Zisa è stato raccontato un progetto tutto al femminile: Med Lit – Media Literacy for refugee, asylum seeking and migrant women; un gruppo di donne con background migratorio che dopo avere frequentato un corso di informatica organizzato dal CESIE,  ha compiuto una grande azione di sensibilizzazione sull’importanza di sviluppare competenze digitali per poter concorrere nel mondo del lavoro e per raggiungere una maggiore autonomia nella propria vita personale.  La loro presenza è stato un valore aggiunto al momento di condivisione già in atto.

I partecipanti dei laboratori hanno poi, attraverso forme diverse, raccontato la loro esperienza con disinvoltura e gioia: sono stati la testimonianza di un percorso solido che li ha portati gradualmente anche a sviluppare e rafforzare competenze dialogiche ed espositive.

Ci auguriamo che queste risorse possano permettere loro di far sentire sempre la propria voce e trovare il coraggio di prendere parola.

Il progetto Ragazzi Harraga è giunto quasi alla sua conclusione, ma la nostra comunità rimane e questa fine è già un inizio e un rilancio. Grazie al progetto SAAMA continueremo a costruire insieme guardando al domani e investendo sul presente.

Continuiamo insieme a trasformare questa società, a dimostrare che esiste una via diversa e più felice rispetto a quella della divisione, alla paura, della discriminazione, della disumanità

Mostriamo noi il volto autentico di una comunità che sceglie la condivisione dei diritti e la solidarietà, nella reciprocità e nella convinzione che questo è l’unico modo per stare bene.

Ragazzi Harraga: concludiamo i laboratori festeggiando la comunità

| Harraga

Il terzo e ultimo ciclo dei percorsi laboratoriali del progetto “Ragazzi Harraga” è arrivato alla sua conclusione, dopo un lungo viaggio durato più di due anni.

Da febbraio a maggio del 2019, quaranta giovani, provenienti da vari paesi del mondo, tra cui Gambia, Italia, Senegal e Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Francia, Spagna, tutti abitanti di Palermo e provincia, hanno partecipato ai tre laboratori di Intercultura, Diritti e convivenza, Ballo, portando dentro questo spazio la propria bellezza e mettendola a disposizione degli altri in un momento collettivo di crescita.

Nel laboratorio interculturale, sono stati affrontati temi quali l’identità e la cultura, attivando riflessioni su cosa significhi “incontrare gli altri”, su come le nostre identità cambino man mano che viviamo esperienze e conosciamo nuove cose e persone e su come tale consapevolezza non debba far paura di perdere i propri riferimenti culturali, bensì aprirci alla ricchezza che ognuno può dare.

Definizione di cosa significhi esclusione sociale, role models, scoperta della città attraverso una caccia al tesoro, sono altre attività svolte. Anche questa volta si è lavorato insieme sul Dialogo Interreligioso, visitando una moschea e una chiesa, confrontandosi con una Suora cattolica come con un Imam, al fine di conoscere meglio la religione dell’ “altro”; su tale confronto, i partecipanti scrivono: “È importante ascoltarsi con rispetto, tolleranza e amore, perché nonostante le differenze siamo tutti figli di Dio. Lo scopo della nostra vita è aiutare gli altri e vivere in pace”. Durante tutte queste attività, il gruppo è diventato uno spazio sicuro della condivisione. Bea, una volontaria spagnola che ha partecipato in questo laboratorio, dice: “Nei momenti di condivisione ognuno ha raccontato delle storie molto personali, questo è come fare un piccolo regalo al gruppo e questo favore volevo ritornare.”

Nel laboratorio di diritti e convivenza, un grande focus è stato il collegamento tra l’immigrazione e le mafie che sfruttano le persone migranti sia nei contesti urbani di microcriminalità che nelle campagne. I partecipanti hanno preso consapevolezza di tali rischi. In questo contesto, i ragazzi hanno visto e discusso il film “Sangue Verde”. Hanno ricevuto la visita di due ex-trafficanti della mafia messicana che girano il mondo per dare testimonianza e raccontare la loro storia.  Sono stati in prima fila durante la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia. Infine, hanno elaborato un contributo significato nell’ambito delle sharing mobility sul tema dell’inclusione che hanno presentato all’Università degli Studi di Palermo.

I partecipanti al laboratorio di ballo hanno lavorato sulla consapevolezza del proprio corpo attraverso il movimento ed il ritmo, relazionandosi con gli altri e creando movimento nuovi, i “movimenti della contaminazione culturale ed esperienziale”. Inoltre, hanno conosciuto il proprio spazio interno ed esterno, usando varie tecniche tra le quali il disegno della propria sagoma, e infine hanno creato un video, che verrà mostrato alla festa conclusiva, in cui il protagonista è il ritmo. Insieme ai ragazzi del laboratorio di diritti e convivenza, hanno partecipato ad una partita di calcio con un gruppo di altri giovani arrivati dagli Stati Uniti a visitare il nostro progetto, e sono andati in giro per Ballarò scattando delle foto di posti e cose che, secondo loro, rappresentano il rispetto di un diritto o la mancanza dello stesso, prima di discutere i risultati in gruppo.

I laboratori di Ragazzi Harraga vivono dalla volontà dei partecipanti di condividere e costruire relazioni tra differenze. Rispetto a questo, Costanza dice: “Mi sono iscritta al Laboratorio dei Diritti e della Convivenza di Ragazzi Harraga, perché mi rendevo conto di non conoscere pienamente ciò che Palermo offre. La nostra Palermo si sta cambiando ed io ci tengo di avere un contatto diretto con le persone che vengono qua.”

Anche se il progetto “Ragazzi Harraga” si conclude quest’estate, ritorneremo presto con nuovi percorsi laboratoriali con il progetto SAAMA, che in mandinke significa “Domani” e noi, tutte e tutti insieme, coltiviamo il presente per costruire un domani migliore per tutti.

Per salutarci e condividere questo straordinario percorso, vi invitiamo a partecipare alla nostra grande festa conclusiva che avrà luogo il 13 giugno 2019 dalle 17.30 alle 20.30 al Cre.Zi.Plus dentro i Cantieri Culturali alla Zisa, in cui i ragazzi e le ragazze racconteranno le diverse esperienze che hanno fatto durante il percorso dei loro laboratori, usando video, musica e ballo, piccoli racconti e sketch.

Ci sarà anche un aperitivo interculturale per tutti i nostri ospiti!

 

 

Benvenuti a Santa Chiara con Said

| Harraga

Said ha 21 anni e frequenta a Palermo il secondo anno di Scienze del turismo. Per studiare ama rifugiarsi in biblioteca, anche per incontrare amici e compagni di corso. Già dal piglio e dal tono di voce si capisce che è un ragazzo con idee chiare e progetti in mente.

Così nel pensarlo chino sulla scrivania a studiare insieme ad altri universitari in vista degli esami, quasi si dimentica che Said, in Italia da oltre sette anni e a Palermo da quattro, sta facendo esattamente quello che farebbe ogni suo coetaneo: studiare, pensare a un futuro, a un lavoro, a delle relazioni.

Originario del Camerun, Said parla francese, inglese, spagnolo, arabo, italiano e alcuni dialetti africani e per questo ha già lavorato come mediatore culturale per il Comune di Palermo e oggi è entrato nello staff di Foresteria Santa Chiara: è uno dei tanti giovani per i quali tutto questo è stata una felice ma non scontata conquista.

Arrivato in Italia con un permesso di soggiorno per minore età e poi per ragioni di studio, Said ha già vissuto a Milano e Roma; ora si trova a Palermo ma la sua idea è quella di proseguire il suo viaggio in Europa per acquisire nuove esperienze nel settore del turismo.

Dopo il diploma preso all’Istituto tecnico, in Italia, ha proseguito i suoi studi, alloggiando al Campus universitario di Palermo: “Ho vinto una borsa di studio e anche quest’anno posso restare lì”.

Said lavora due giorni alla settimana alla Foresteria Santa Chiara e ogni volta in cui ci fossero delle necessità particolari: come i suoi colleghi lavora dall’accoglienza alla preparazione delle camere e sogna, grazie anche ai suoi studi, di diventare un direttore di hotel, amando molto questo settore lavorativo che gli consente di incontrare e conoscere persone. “Dicembre è stato un mese di bassa stagione, ma ora riparte la promozione della Foresteria e attendiamo i prossimi ospiti con la bella stagione”, dice.

La nostalgia di casa ogni tanto si fa sentire. La mamma di Said è rimasta in Camerun e da quando è partito l’ha visto tornare un paio di volte: “Meno male che c’è Whatsapp!”, aggiunge ridendo, contento comunque del percorso che lo ha portato piano piano a conquistare traguardi, grazie alla sua determinazione e anche al progetto Ragazzi Harraga conosciuto tramite un amico.

Per il futuro non so, metto in conto di poter cambiare ancora città – dice – : amo molto l’Italia, ci sono tratti delle persone e delle abitudini, perfino del cibo, che mi ricordano il mio paese di origine. Però le cose stanno cambiando qui, è cresciuta l’intolleranza per gli stranieri. Finché studio resto qui e sopporto, poi si vedrà”.

E aggiunge: “La gente ha paura delle novità e del cambiamento e qui al Sud la situazione è ancora delicata: è vero che noi ci dobbiamo integrare ma dovrebbe essere a mio avviso qualcosa di reciproco, per vivere insieme nel migliore dei modi e costruire qualcosa di bello per tutti”.
Foto: Roberta Paolucci

Amadou – La conoscenza apre tante porte

| Harraga

Amadou Diallo è arrivato dalla Guinea tre anni e mezzo fa. Frequenta il quinto anno dell’Istituto Tecnico per il turismo “Francesco Ferrara” a Palermo. Ha molti amici anche se è consapevole che “l’integrazione piena richiede tempo e responsabilità da parte di ciascuno di noi”. Si definisce un  ragazzo “coraggioso,  affettuoso, con tanta pazienza,  rispettoso”; ama il dialogo con le persone e anche per questo ha frequentato numerosi corsi di lingua italiana, idioma che sta diventando giorno dopo giorno sempre più ‘suo’. 

Come hai conosciuto Ragazzi Harraga?

Ho conosciuto il progetto grazie alle molte attività che organizza così come dopo l’incontro con alcune persone che lavorano per organizzazioni partner, ad esempio SEND. L’opportunità dei tirocini è stata ottima: tempo fa era uscito un bando che riguardava l’ambito alberghiero, mi sono candidato e mi hanno selezionato per lavorare presso “Hotel Palazza Sitano”. Qui ho frequentato un tirocinio di tre mesi: mi sono occupato della reception al front office,  facevo prenotazioni, verificavo i posti disponibili, davo alcune informazioni turistiche su Palermo e così via.

Oggi lavori alla Foresteria Santa Chiara: come sei arrivato qui?

Alla fine del primo tirocinio mi sono candidato a un altro bando per Foresteria casa Santa Chiara: l’accoglienza e il contatto con la gente erano due requisiti fondamentali per me, nel lavoro. È andata bene e mi hanno assunto!

Di cosa ti occupi alla Foresteria?

Mi occupo delle prenotazioni delle camere, sistemo e rimetto in ordine le stanze, organizzo il check-in e il check-out, preparo informazioni per l’ospite prima dell’arrivo e durante, do informazioni sul centro storico di Palermo, faccio pubblicità dei servizi della  struttura insomma molte cose…ah, gestisco io la pagina Facebook della foresteria!

Cosa ti è piaciuto di più di Ragazzi Harraga? 

L’accoglienza e il senso di ospitalità prima di tutto. E’ un progetto che organizza molte iniziative e possibilità di formazione, dà  una possibilità di integrazione, inclusione sociale. Mi piace inoltre quello che fa CIAI, sentire che sostiene i diritti dei bambini, delle donne e delle persone più bisognose di aiuto, trattare ogni bambino come se fosse suo figlio.

Quali sono i tuoi desideri per il futuro?

Vorrei continuare a studiare, a conoscere. In Africa si dice che “la conoscenza è una spada affilata con quale puoi tagliare qualsiasi cosa”: cercherò di iscrivermi all’Università alla facoltà di “Scienze del turismo” e al tempo stesso cercherò di lavorare come receptionist. In futuro vorrei lavorare, possibilmente in ambito alberghiero: vorrei diventare un direttore di hotel o di una struttura ricettiva. In alternativa il mediatore culturale o il traduttore sono professioni che mi piacciono molto. 

La storia di Gando

| Harraga

Dai non essere il timido….ma che fai, diventi rosso? guarda che ti vedo, sai!”. Ride e scherza Chiara Buonamente, giovane direttrice di Palazzo Sitano, hotel 4 stelle di Palermo, mentre tenta di far parlare uno dei suoi giovani tirocinanti, Gando, 18 anni tra qualche giorno, originario della Guinea. Il sorriso bianchissimo del giovane esplode in una risata sincera mentre lui, che sembra scolpito nell’ebano, immagina di arrossire a quella piccola provocazione.
Sono arrivato a Palermo due anni fa e da un mese lavoro qui in hotel, mi occupo delle colazioni – dice Gando, soprannominato ‘Gandolfo’ dalla direttrice che mostra verso il ragazzo affetto e sensibilità materna – : non avevo mai fatto questo lavoro, sto imparando tanto, mi piace molto. E adesso vorrei studiare: frequenterò un corso professionalizzante del settore ristorazione. Per ora vivo in una comunità, poi vediamo che succederà”, aggiunge, pensando alla tutela che termina con la maggiore età e alla prospettiva di restare 6 mesi in uno SPRAR prima di trovare una sistemazione diversa e migliore.

Gando è uno dei beneficiari del progetto Ragazzi Harraga: in hotel lavorano anche altri due compagni coetanei: Amadou, anche lui della Guinea – ‘Amedeo’, per la direttrice – che al mattino studia per diventare operatore turistico e al pomeriggio lavora al ricevimento clienti; Akla, originario del Togo, timido, di poche parole e gran lavoratore, a detta di tutti i colleghi italiani.
Sono ragazzi maturi, ben educati, puntuali e volenterosi. Questo tipo di tirocinio è pensato perché questi ragazzi imparino realmente un mestiere – dice Buonamente, che considera essenziale, nella sua politica lavorativa, dare opportunità di questo tipo – : vogliamo che tutti i giovani, migranti come loro oppure no, si mettano subito in gioco. Qui c’è un clima sereno, familiare che aiuta soprattutto ragazzi come il nostro ‘Gandolfo’. Con loro affrontiamo non solo questioni derivanti dal lavoro o dalla conoscenza parziale della lingua ma anche difficoltà legate al loro passato o anche semplicemente alle prime cotte, vero Gando?”.

Il ragazzo non ha un attimo di esitazione: “Ve lo dico io: a Palermo è più difficile trovare una fidanzata che un lavoro… E di più non posso dire che sono in Ramadan!”, conclude ridendo, lui che riesce anche a scherzare sul ricordo di quella notte in cui salì a bordo di un barcone stracolmo di anime disperate. “Io glielo dissi, sai, allo scafista: io non salgo su questa barca! Ma lui mi buttò dentro lo stesso”.

Oggi Gando, selezionato dalla agenzia per l’impiego SEND, partner importante di Ragazzi Harraga per il paziente lavoro di accompagnamento e relazione tra aziende e lavoratori, riesce a sognare in grande, come qualsiasi ragazzo che ama progettare la propria vita.
“Mi piacerebbe diventare un direttore di hotel – dice, mentre Chiara Buonamente lo osserva orgogliosa – e poi magari chissà, trovare una moglie”.
Palermo, destinazione che Gando nemmeno conosceva alla partenza dalle coste libiche, sta diventando la città in cui immaginarsi, oggi così come tra diversi anni. Relazioni lavorative, legami, esperienze di vita stanno dando sicurezze a giovani che sono stati “ragazzi harraga”, che hanno per così dire bruciato molte frontiere, e che oggi possono essere risorse utili per la società italiana.
“Ti presenterò i miei bambini domenica, magari”, conclude la direttrice di Palazzo Sitano.
Gando ha accettato l’invito. “Ma sì….sono picciriddi”.

Al via il terzo ciclo dei laboratori Harraga. Aperte le iscrizioni

| Harraga

È possibile creare una comunità inclusiva in cui la diversità si trasforma in ricchezza?

La nostra risposta è sì e il progetto Ragazzi Harraga ci sta permettendo di dimostrare quanta bellezza possa nascere all’interno dei percorsi laboratoriali di apprendimento previsti e già realizzati durante i mesi precedenti, rivolti a tutti i giovani che abitano nella città di Palermo.

Reduce dal successo degli scorsi mesi, siamo lieti di lanciare il 3° ciclo di laboratori per ragazze e ragazzi “Harraga” con un’età tra i 15 e i 20 anni che vivono nella città di Palermo.

I laboratori del terzo ciclo verranno avviati dal mese di Febbraio 2019, saranno gestiti dal CESIE e da Libera Palermo, insieme alla rete di partenariato che ha accompagnato il progetto fin dalla sua nascita.

Dal 20 Febbraio 2019, partiranno i seguenti laboratori dalle 15:00 alle 18:00, a Palermo:

  • Laboratorio Interculturaletutti i giovedì, presso il CESIE, in via Roma 94;
  • Laboratorio Diritti e Convivenza, tutti i mercoledì presso l’Associazione Santa Chiara, in piazza S. Chiara 11
  • Laboratorio Ballotutti i mercoledì presso l’Associazione Santa Chiara, in piazza S. Chiara 11

Vuoi partecipare ai laboratori Ragazzi Harraga?

Per iscriverti, completa il modulo online, oppure scrivi un’e-mail a migration@cesie.org con il tuo nome, cognome, età, contatti, (numero di telefono o e-mail) entro il 31 gennaio 2019.

Rita, il sorriso radioso alla foresteria

| Harraga

RITA

Rita ha 24 anni. E’ nel nostro paese nel 2016 e ha fatto molta strada da quando è arrivata a Palermo dalla Nigeria.

Ama l’Italia e gli italiani, ai quali non riesce (ancora) a trovare difetti: oggi è una dei giovani dello staff di Foresteria Santa Chiara dopo aver ultimato percorsi educativi e di orientamento previsti dal progetto Ragazzi Harraga. Ama lo studio, tanto che non ha lasciato i libri, come ci racconta in questa breve intervista. Non solo, lavora con entusiasmo, con il sorriso sempre sulle labbra, il viso incorniciato da lunghissimi capelli.

Come sei arrivata alla Foresteria Santa Chiara?

Tutto è accaduto grazie al progetto Ragazzi Harraga: sono riuscita ad arrivare a questa opportunità di lavoro a scuola, quando me ne hanno parlato alcuni operatori sociali; l’idea mi è subito piaciuta, anche perché volevo costruire qualcosa di mio qui in Italia. Ho frequentato un corso formativo di 2 mesi, ho poi svolto un tirocinio lavoro nel settore degli affitti immobiliari, una breve esperienza a Casa Santa Chiara e poi sono arrivata qui.

Stai studiando ancora?

Sì, dopo il diploma di terza media ho scelto un corso in una Scuola superiore in Marketing e finanza, qui a Palermo. Quando abitavo in Nigeria avevo avuto qualche esperienza nel settore alberghi, anche allora mi piaceva molto.

Cosa ti piace in particolare di questo lavoro?

Ho sempre sognato di lavorare nel turismo, per incontrare altre persone, cosa che mi diverte. Mi aiuta poi la conoscenza delle lingue: oltre a inglese e francese adesso parlo anche italiano

Puoi raccontare una tua giornata tipo?

Mi divido ancora tra scuola, che frequento per 5 ore tra pomeriggio/sera e il lavoro, la mattina. In Foresteria svolgo varie mansioni insieme ai miei colleghi. Certo, il lavoro di front office e di relazione con i clienti è quello che preferisco.

Cosa ti piace e cosa non ti piace dell’Italia o degli italiani?

Stare in Italia mi piace, non saprei dirti cosa non va…la cosa più bella è che tutti sono portatori di diritti, sia bambini che adulti. Nel mio paese di origine non è così.

Cosa vedi nel tuo futuro?

Mi piacerebbe diventare direttore di un hotel!

Un anno di Harraga

| Harraga
I bilanci di fine anno sono sempre carichi di sentimenti complessi. La gioia per quello che si è costruito; il dispiacere per ciò che non è andato come si era sperato; la voglia di continuare rilanciando tutto al meglio per raccogliere i frutti di ogni giorno di lavoro e condivisione; un po’ d’ansia del futuro che verrà.
Ripensare al nostro anno Harraga tiene insieme ognuna di queste sensazioni.
Abbiamo portato a termine ciascuno degli obiettivi prefissati.
La nostra cartella sociale è adesso online sul sito del Comune di Palermo e tutti gli attori sociali che contribuiscono ai percorsi dei minori migranti soli stanno prendendo confidenza con questo strumento collettivo, costruito in maniera partecipata.
Il primo e il secondo ciclo dei laboratori sono stati conclusi, e le feste di giugno e dicembre hanno raccontato questi piccoli straordinari viaggi compiuti dai ragazzi e dagli esperti che li hanno accompagnati in questa esperienza di valorizzazione ed emersione delle loro risorse e competenze. 70 tirocini lavorativi sono stati attivati e portati a termine, e per 20 dei ragazzi coinvolti si è aperta un’occasione di lavoro stabile.
La rete delle imprese accoglienti è stata creata e rafforzata a Palermo, dietro lo slogan della campagna “Io sto con Harraga”.
Casa Santa Chiara, la soluzione abitativa per 8 ragazzi neomaggiorenni usciti dal circuito dell’accoglienza ha aperto le sue porte, insieme alla foresteria che renderà questa soluzione sostenibile e dove già lavorano Rita, Amadou, Said, giovani ragazzi arrivati da soli in Italia e ora assunti dal Ciai.
Ogni sforzo, tutta la fatica, sono stati premiati e resi lievi dalla dimensione di reciprocità e scambio che la comunità Harraga ha costruito, e troppe persone andrebbero ringraziate per tutto questo. Ciascuna di loro sa che è parte dell’elenco che non possiamo scrivere in così poche righe.
Ci siamo tenuti forte, sostenuti, contagiati l’allegria, le speranze, i sogni. Ci siamo detti a vicenda, tutti i giorni, “non sei solo”. Anche quando era difficile, come nel giorno in cui Musa, uno di noi, si è spento in ospedale e di lui ci sono rimaste le immagini bellissime del Laboratorio Video cui aveva preso parte.
E abbiamo continuato a tenerci forte anche e soprattutto quando, col passare del tempo, il mondo intorno a noi è diventato più cattivo. 2.218 sono le persone annegate questo anno in mare per cercare di raggiungere l’Europa, mentre i governi dell’Ue criminalizzano le navi dell’umanità che cercano di salvare queste vite. Una legge terribile ha cancellato la protezione umanitaria insieme a tante altre garanzie che rendevano le vite di chi arriva da lontano e cerca di costruire un futuro di pace in Italia un po’ meno precarie e difficili. Le aggressioni razziste, anche a Palermo, non hanno smesso di aumentare. Paura e rancori indotti avvelenano ogni giorno di più la nostra quotidianità. Tutto questo rischia di rendere vano il lavoro di Harraga e quello di tutte le realtà d’Italia e d’Europa che adesso si trovano a resistere e a cercare di tenere saldi i valori irrinunciabili delle nostre costituzioni, della parte migliore della nostra storia, come quella nave di Mediterranea che il Ciai ha deciso di sostenere fin dal primo momento.
Ma oggi più che mai siamo consapevoli dell’importanza di esserci, di continuare a costruire la bellezza dei nostri percorsi differenti, di continuare a intrecciarli, a renderli un tessuto fitto di colori e di luce, a proteggere dal buio e dal grigiore che prova ad avanzare.
Buon anno Harraga, che significa bruciare: bruciare le frontiere, bruciare le paure, bruciare tutto ciò che separa le persone. Buon anno Harraga da una comunità che resta a braccia aperte. Per tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze e chi viaggia con loro, da ovunque provengano, ovunque vogliano andare: non siamo soli.
(Alessandra Sciurba, coordinatrice CIAI del progetto Ragazzi Harraga)